Massaggio Psicosomatico Californiano


Il Massaggio Psicosomatico Californiano è stato elaborato sul finire degli anni ‘60 da Margaret Elke in collaborazione con Bernard Gunther, nell’istituto Esalen in California, un’università libera in cui convergevano esperti di cultura olistica di gran fama che si occupavano di gruppi di terapia, di sviluppo del potenziale umano, di crescita personale e di studio e liberazione dalle corazze corporali.

E' conosciuto anche come Massaggio Sensitivo Gestaltico, dove Sensitivo stà per ascolto profondo e comunicazione non verbale, Gestaltico per l’insieme di movimenti fluidi che “abbracciano” costantemente la persona, conferendo una grande completezza e ricomponendo il corpo, e Massaggio perché colui che lo esegue compone ed interpreta più di cento movimenti e si avvale di una serie ritmica di passaggi fluidi ed avvolgenti, impastamenti, sfioramenti e pressioni scivolate, in un armonioso lavoro di recupero psico fisico, è adatto a tutti.

Agisce direttamente sul sistema nervoso, favorisce la distensione profonda, l’eliminazione

delle tensioni ed è utile in caso di ansia, depressione e stress.

- a livello fisico            

allevia le tensioni muscolari, modella il corpo, lo rinvigorisce, tonifica la pelle e la muscolatura, ha un ottima azione metabolica, elimina i liquidi in eccesso e riequilibra la circolazione sanguigna e linfatica, riattiva la respirazione e agisce sul processo digestivo

- a livello psicologico

calma la mente, ossigena i pensieri, dona una meravigliosa serenità e fiducia in se stessi, ha effetti positivi sullo stress e su problemi di origine psicosomatica.


Il fine a cui tende il Massaggio Psicosomatico è dunque quello di mantenere in equilibrio o più spesso, ritrovare l'equilibrio del proprio "psicosoma" ossia del sistema Corpo e Mente.

Trasferendo l'attenzione dalla mente al corpo, i pensieri si calmano e si ha una sensazione di tranquillità. Attraverso il contatto la persona riceve cure, dolcezze e prende coscienza delle parti, talvolta dimenticate, del proprio corpo e della propria sfera emotiva, percependosi nella  sua totalità.

Alcuni movimenti collegano la parte inferiore alla superiore del corpo, la parte destra con la sinistra, favorendo la circolazione ed il riequilibrio delle energie vitali; si può così raggiungere uno stato di calma che aiuta a far affiorare emozioni sedimentate nel profondo del corpo che la mente ha dimenticato, consentendo così la liberazione delle proprie emozioni interiori ed una giusta integrazione del corpo con la mente.

Toccando la pelle di una persona, che è il più gigantesco dei nostri organi di senso ( si parla infatti ben 2 mq della nostra superficie, il 70% della nostra circolazione sanguigna e la quasi totalità delle nostre terminazioni nervose) si cerca di aprire una porta di comunicazione, arrivando dolcemente a contattarla nelle sue profondità interiori; ne consegue che l'individuo percepisce l'affettuosità del gesto, l'assenza di ogni giudizio su di sé e, uscendo dal suo isolamento, ritrova la gioia di vivere.  Purtroppo nel mondo occidentale si è persa l’abitudine al contatto, dimenticando così quanto esso svolga un ruolo di grande importanza nel dare sicurezza, calore, piacere, conforto, amicizia.

Ogni cambiamento degenerativo del corpo, sia esso muscolare, nervoso o organico si riflette sulla fascia superficiale del corpo. La fluidificazione e la liberazione della fascia superficiale comportano uno stimolo del sistema nervoso parasimpatico, con reazioni di calore e maggiore allungamento. A livello cerebrale si ha un andamento sincronizzato del ritmo Alfa con una diminuzione dello stato di coscienza del mondo esterno. La presa di coscienza di questa realtà attraverso il contatto ne definisce lo spazio e rinforza l'Io corporeo, la persona accetta il proprio corpo e si modifica nell'aspetto psicosomatico e la sua personalità diventa più aperta e sicura.